Se l’interesse
di Jung per l’I Ching è ben conosciuto, non lo è altrettanto quello per i
tarocchi. Una profonda differenza di valutazione divide infatti i due
sistemi mantici. Mentre quello orientale dell’I Ching è circondato da
una millenaria autentica venerazione ed è considerato un libro sacro
(ciò significa appunto, in cinese, “Ching”: libro sacro), al contrario i
tarocchi in Occidente sono completamente screditati e i più “informati”
ritengono che si tratti semplicemente di carte allegoriche utili ai
cartomanti per fare affari.
Mentre in Cina come in India i sapienti di ogni religione trascrivevano i loro insegnamenti ed essi circolavano in misura direttamente proporzionale alla fama del loro autore, in Europa la dottrina antica della sapienza dovette coprirsi di veli: quelli del cristianesimo stesso come nelle saghe del Graal, oppure di strane tecniche metallurgiche come l’alchimia o di incomprensibili simboli come i tarocchi.
Nessun personaggio come Carl Gustav Jung è riuscito in Occidente con tanto successo a diffondere l’interesse per il simbolismo sacro. Egli attinse probabilmente la sua conoscenza dei Tarocchi dagli esoteristi dell’epoca, in particolare a quanto sembra da Papus. Sul tema dei rapporti fra il tarocco e Carl G. Jung si trovano spunti molto interessanti raccolti dalla ricercatrice americana Mary K. Greer sul suo blog al link http://marygreer.wordpress.com/2008/03/31/carl-jung-and-tarot/.
Ho appena ricevuto un documento dalla biblioteca dello Jung Institute di New York. Contiene brevi note che Hanni Binder prese delle descrizioni di Jung in tedesco, quando le parlava delle carte dei tarocchi. Un suo amico ha fatto una traduzione letterale in inglese, dattiloscrivendola su larghe schede.
Nota aggiunta sui Quattro Semi: Jung ovviamente non riuscì a collegare i quattro semi ai suoi quattro tipi o funzioni psicologici, basati sul quaternario di elementi e umori. Comunque, ci andò vicino con i semi “femminili”, chiamando Sentimento le Coppe, mentre i Pentacoli come Materia sono vicini a Sensazione. La maggior parte delle persone collegano Intuizione ai Bastoni e Pensiero alle Spade. La più concisa spiegazione di Jung dei suoi tipi psicologici si può trovare in L’Uomo e i suoi Simboli (lettura altamente raccomandata per chiunque sia interessata all’approccio junghiano al tarocco):
Sensazione vi dice che qualcosa esiste (mediante i sensi).
Mentre in Cina come in India i sapienti di ogni religione trascrivevano i loro insegnamenti ed essi circolavano in misura direttamente proporzionale alla fama del loro autore, in Europa la dottrina antica della sapienza dovette coprirsi di veli: quelli del cristianesimo stesso come nelle saghe del Graal, oppure di strane tecniche metallurgiche come l’alchimia o di incomprensibili simboli come i tarocchi.
Nessun personaggio come Carl Gustav Jung è riuscito in Occidente con tanto successo a diffondere l’interesse per il simbolismo sacro. Egli attinse probabilmente la sua conoscenza dei Tarocchi dagli esoteristi dell’epoca, in particolare a quanto sembra da Papus. Sul tema dei rapporti fra il tarocco e Carl G. Jung si trovano spunti molto interessanti raccolti dalla ricercatrice americana Mary K. Greer sul suo blog al link http://marygreer.wordpress.com/2008/03/31/carl-jung-and-tarot/.
Il 1° marzo 1933, Carl
Jung parlò del tarocco durante un seminario che stava conducendo
sull’immaginazione attiva.
Questa è la trascrizione delle sue esatte parole:
“Un altro strano campo
di esperienze occulte in cui appare l’ermafrodito è il tarocco. Questo è
un insieme di carte da gioco, originariamente usate dagli zingari - ci
sono esemplari spagnoli, se ricordo bene, - che risalgono al 15° secolo.
Queste carte sono realmente all’origine del nostro mazzo di carte, in
cui il rosso e il nero simboleggiano gli opposti, e la divisione in
quattro - fiori, picche quadri e cuori - appartiene anch’essa al
simbolismo dell’individuazione. Esse sono immagini psicologiche, simboli
con cui si gioca, come l’inconscio sembra giocare con i suoi contenuti.
Esse si combinano in certi modi, e le differenti combinazioni
corrispondono al giocoso sviluppo degli eventi nella storia
dell’umanità. Le originali carte del tarocco consistono delle carte
ordinarie da gioco, il re, la regina, il cavaliere, l’asso ecc, - però
le figure sono in qualche modo differenti - e inoltre, ci sono ventuno
carte sulle quali ci sono simboli, o raffigurazioni di situazioni
simboliche. Per esempio, il simbolo del sole o il simbolo dell’uomo
appeso per i piedi, o la torre colpita dal fulmine, o la ruota della
fortuna, e così via. Queste sono una sorta di idee archetipiche, di
natura differenziata, che si mescolano ai componenti ordinari del flusso
dell’inconscio, e perciò è adatto ad un metodo intuitivo che ha lo
scopo di comprendere il flusso della vita, forse anche predire eventi
futuri, eventi che si presentano alla lettura delle condizioni del
momento presente. É in tal modo analogo all’ I Ching, il metodo
divinatorio cinese che permette quanto meno una lettura della condizione
presente. Vedete, l’uomo sempre ha sentito la necessità di trovare un
accesso attraverso l’inconscio al significato di una condizione
presente, perché c’è una sorta di corrispondenza o somiglianza fra la
condizione prevalente e la condizione dell’inconscio collettivo.
Dierdre Bair racconta in Jung: a Biography (Jung:
una biografia - Little, Brown, 2003, pag. 549) che nel 1950 Jung
assegnò ad ognuno dei quattro membri del suo Circolo di Psicologia un
“metodo intuitivo, sincronistico” di ricerca. Hanni Binder doveva
svolgere ricerche sul tarocco e insegnargli come leggere le carte. Essi
stabilirono che lo “Antico Tarocco di Marsiglia” di Grimaud “era il solo
mazzo che possedesse le proprietà e assolvesse i requisiti di metafora
che egli spigolava all’interno del testi alchemici”.
Benché non fosse un
obiettivo diretto delle sue energie, Carl Jung tuttavia riconobbe il
Tarocco come rappresentazione di archetipi di trasformazione come quelli
che egli aveva trovato in miti, sogni e alchimia, e come avente
caratteristiche divinatorie simili all’I Ching e all’astrologia.
Soprattutto, Jung riteneva che una persona potesse usare “un metodo
intuitivo” per comprendere – mediante la riflessione operata dal tarocco
dell’inconscio collettivo in una “nuvola di cognizione” – il
significato in una condizione attuale, prevalente.
Carl Jung sugli Arcani Maggiori
Ho appena ricevuto un documento dalla biblioteca dello Jung Institute di New York. Contiene brevi note che Hanni Binder prese delle descrizioni di Jung in tedesco, quando le parlava delle carte dei tarocchi. Un suo amico ha fatto una traduzione letterale in inglese, dattiloscrivendola su larghe schede.
Ciò che segue è la descrizione verbale di Jung degli Arcani Maggiori. Essi sono basati sulle carte del Tarot de Marseille
Grimaud, che egli sentiva contenere assai da vicino proprietà che
riconosceva dalle sue letture di testi alchemici. Ho corretto ovvi
errori di linguaggio, ma riducendo questi cambiamenti al minimo. I miei
commenti personali sono fra parentesi quadra.
PRECISAZIONE:
lo studioso giapponese del tarocco, Kenji, ha scoperto che il testo
descrittivo di Jung deriva quasi direttamente dal Tarot de Bohémiens
di Papus (grazie, Kenji). Comunque, Jung sembra aver aggiunto parecchie
parole chiave dal suo proprio lessico psicologico come ho sottolineato
sopra. Mettere a raffronto questi due testi renderà chiaro quali idee
Jung ha aggiunto.
1 Il Mago
Il Mago ha nella mano destra una palla d’oro, nella
sinistra un bastone [bacchetta]. Il cappello forma un otto [simbolo
dell’infinito]. La disposizione delle mani mostra a destra attività, a sinistra
passività. Segno di forza, stabilità, sé. Tiene tutti i simboli di fronte a sé.
2 La Gran
Sacerdotessa
Sacerdotessa seduta. Indossa un velo. Sulle sue ginocchia
c’è un libro. Il libro è aperto. Sta in connessione con la luna. Sapienza
occulta. Donna passiva, eterna.
3 L’Imperatrice
Imperatrice con ali. Nella mano destra ha un’aquila,
nella sinistra uno scettro. Ha una corona con 12 pietre. L’aquila come simbolo
di anima e vita. Attività femminile. Fecondità, dea.
4 L’Imperatore
Imperatore seduto di profilo. Nella mano destra impugna
lo scettro. Indossa un elmetto con 12 pietre. Le gambe sono incrociate.
Volontà, forza, realtà, dovere, vivacità.
5 Lo Ierofante
Lo Ierofante si appoggia su una croce tre fax [sic –
tripla?]. Le due colonne si elevano sulla destra come legge, sulla sinistra
come libertà. Due uomini s’inginocchiano davanti a lui: uno è rosso, l’altro
nero. Volontà, religione, fato [fede?], Sé, centro.
6 Gli Amanti
Il giovane è fermo su un angolo ove due strade
s’incontrano. La donna a destra ha una ghirlanda dorata sulla testa. La donna a sinistra è incoronata di tralci.
Bellezza, incrocio, strada verso l’interno o verso l’esterno.
7 Il Carro
Conquistatore con diadema. Ha un angolo di tre [angoli
retti sulla corazza]. Nella sua mano c’è uno scettro. Braccio d’arma e freccia
[mano destra?]. In marcia attivamente verso il suo destino. Ha un obiettivo,
ottenere vittoria. Attività, estroversione. Inflazione.
8 Giustizia
Donna seduta con diadema. Nella mano destra tiene una
spada, nella sinistra una bilancia. Compensazione fra la natura e la forza di
un uomo. Giustizia, compensazione. Conflitto con la legge.
9 L’Eremita
Un vecchio cammina con un bastone. Saggezza simboleggiata
come lampada. Protezione con il soprabito. Intelligenza, amore, introversione.
Saggezza.
10 Ruota di
fortuna
Sfinge che tiene una spada. Ruota che simboleggia
l’infinità. Dito come segno di comando. Essere umano coma palla
[circonferenza?] della ruota di fortuna. Fortuna /sfortuna.
11 Forza
Una giovane apre la bocca di un leone. La ragazza porta
il segno della vitalità sul suo cappello. Libertà, forza.
12 L’Impiccato
Le mani di quest’uomo sono dietro la schiena. Gli occhi
sono aperti. La gamba destra è incrociata. A destra e a sinistra un tronco
d’albero. Tornare indietro [enantiodromia?], impotenza, sacrificio, esame,
prova. Faccia rivolta al cielo.
13 Morte
Uno scheletro in un campo cosparso di teste e dita. Morte
e rigenerazione. L’Ego non dovrebbe prendere posto, il Sé deve prendere posto.
Nuova posizione, liberazione, fine.
14 Temperanza
Giovane versa acqua da una brocca in un’altra. Il sole dà
il liquido della vita da una brocca d’oro entro una d’argento. Movimento,
coscienza, crescita naturale.
15 Il Diavolo
La mano destra del Diavolo è sollevata verso il cielo, la
sinistra punta verso la terra. Due persone stanno sotto di lui. Tiene la torcia
come un segno di magia nera. Fato, Ombra, emozione.
16 La Torre
Torre in fiamme. Ospedale, prigione, colpita dal fulmine.
Sacrificio.
17 La Stella
Una donna nuda versa acqua da due brocche. Intorno alla
ragazza ci sono sette stelle. Il Sé risplende, stelle del destino, notte,
sogni. Speranza. Il Sé è nato nelle stelle. Unione con l’eterno.
18 La Luna
In mezzo a un campo ci sono un cane e un lupo. Un gambero
esce dall’acqua. È notte. La porta dell’inconscio è aperta. Al gambero piace
salire a riva. La luce è indiretta.
19 Il Sole
Due ragazze nude. Il sole splende sulle fanciulle. Gocce
di oro cadono sulla terra. Il Sé domina la situazione. Coscienza.
Illuminazione.
20 Giudizio
Un angelo con ali infuocate, una tomba aperta sulla
terra. Nascita del Sé. Ispirazione, liberazione.
21 Il Mondo
Donna nuda, le sue gambe sono incrociate. Nei quattro
angoli abbiamo l’angelo, il leone, il toro e l’aquila. Compimento, termine. Nel
mondo ma non del mondo.
0 Il Matto
Un uomo che non si cura di sé. Inizio e fine. Il matto
non ha dimora in questo mondo; la sua casa è nel cielo. Sognatore, lato
mistico.
Carte maschili:
Bastoni = libido [impulso sessuale]
Spade = forza spirituale
Carte femminili:
Pentacoli = Materia
Coppe = Sentimento
Nota aggiunta sui Quattro Semi: Jung ovviamente non riuscì a collegare i quattro semi ai suoi quattro tipi o funzioni psicologici, basati sul quaternario di elementi e umori. Comunque, ci andò vicino con i semi “femminili”, chiamando Sentimento le Coppe, mentre i Pentacoli come Materia sono vicini a Sensazione. La maggior parte delle persone collegano Intuizione ai Bastoni e Pensiero alle Spade. La più concisa spiegazione di Jung dei suoi tipi psicologici si può trovare in L’Uomo e i suoi Simboli (lettura altamente raccomandata per chiunque sia interessata all’approccio junghiano al tarocco):
Sensazione vi dice che qualcosa esiste (mediante i sensi).
Pensiero vi dice che cos’è (la sua definizione).
Sentimento vi dice se è piacevole o no (il suo valore).
Intuizione vi dice da dove viene e dove va (le sue possibilità).





































